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Autotrasporti Costa, da Carmignano di Brenta alla conquista del mondo con la qualità di Kraker


“Siamo partiti con altri marchi, poi ci siamo avvicinati a Kraker grazie alla conoscenza di Andrea Maggi, direttore commerciale di Multitrax. Abbiamo provato il primo semirimorchio Kraker a noleggio a inizio 2025: un K-Force versione intermodale, anticipando così uno sviluppo della nostra azienda che andrà sempre più verso il trasporto ferroviario europeo e lungo l’asse nord-sud Italia. Abbiamo visto il veicolo in esposizione alla fiera Ecomondo di Rimini e stretto subito l’accordo di noleggio. In agosto abbiamo noleggiato un secondo piano mobile K-Force, nel frattempo abbiamo optato per l’acquisto del nostro primo piano mobile Kraker nuovo, che è entrato in flotta nell’ottobre 2025. Attualmente abbiamo due Kraker a noleggio e un Kraker nuovo”.

“Abbiamo avuto riscontri molto positivi in termini di flessibilità, versatilità, robustezza, praticità e soprattutto scorrevolezza agganciati al trattore stradale. Non è un dettaglio: significa riduzione dei consumi e manovre più agili. Abbiamo realizzato che Kraker è un veicolo affidabile e dinamico, così abbiamo voluto acquistare anche un modello nuovo”.

“La barra posteriore ribaltabile pneumaticamente è molto comoda. Soprattutto per noi che conferiamo in inceneritori o cementifici, quindi scarichiamo spesso in buca, mantenere la fanaleria pulita e protetta è un beneficio importante, così come potere aumentare l’altezza da terra della parte posteriore. Apprezziamo molto anche il concept costruttivo imbullonato, che ci permette di ridurre significativamente i tempi di fermo macchina e i costi di riparazione. Danni e incidenti fanno parte del normale percorso di vita di un veicolo: poter sostituire rapidamente il componente danneggiato grazie ai giunti imbullonati è un grande vantaggio. In generale, Kraker non teme confronti ed è sul gradino più alto in termini di robustezza. La testata rinforzata, la paratia con rinforzi longitudinali, le traverse sotto al telaio, le lamiere di rinforzo alle pareti: tanti particolari che rendono il semirimorchio solido, pratico e veloce per i nostri servizi”.

“In qualsiasi situazione, dalle più alle meno gravose. La solidità la misuriamo soprattutto con il pallettizzato in ribalta. Se hai una struttura robusta e ben fatta, te ne accorgi quando hai carrelli elevatori da 50-60 quintali che si muovono sul pianale e le doghe non si spostano. Oltre alla qualità del piano, è l’intera struttura del semirimorchio a essere di qualità superiore. Lavoriamo molto anche con l’imballato, bancali con big bag sopra. Quando li carichi vedi che il piano corre, scivola veloce e ti accorgi della qualità. Infine, sono frequenti i carichi dall’altro con ragno o ruspa: un bel test per la robustezza delle pareti e del veicolo in generale”

“I trattori li cambiamo ogni 36/48 mesi mentre i semirimorchi vengono sostituiti ogni 60 mesi. Facciamo così per avere sempre la massima efficienza, ridurre le emissioni, abbattere i tempi di fermo macchina ed essere sempre al passo con le ultime tecnologie. Anche per questo abbiamo apprezzato il valore aggiunto di Multitrax nell’acquisto del piano mobile Kraker”.

“Hanno fatto un grande lavoro. Noi siamo trasportatori, loro sono in grado di comunicarci le novità del mercato perché hanno uno staff di persone competenti, che sanno intercettare le esigenze del Cliente. Oltre alla qualità del marchio, è fondamentale il servizio offerto dal rivenditore. Il veicolo lo compri, lo metti in strada ed è nuovo, poi inevitabilmente inizia ad invecchiare, compaiono i danni e l’usura del tempo. Qua emerge il valore aggiunto di una struttura affidabile e competente come Multitrax, che conosce bene i prodotti che vende, le necessità dei clienti, le casistiche di utilizzo, sa consigliare nella scelta ed è sempre pronta con i ricambi”.

“Auspico che nel nostro mondo cresca sempre di più una mentalità di tipo imprenditoriale. Noi trasportatori siamo fondamentali, ma non sempre sappiamo farci valere. Lavorando con l’estero capisco quanto sia valorizzato il trasporto e le distanze che ancora ci sono con l’Italia. Logistica, stoccaggio, spedizione sono considerati il ciclo passivo dalle aziende, ma è sbagliato: devono entrare a far parte dell’azienda stessa, essere concepiti come costi industriali. Se il trasporto è svolto in maniera davvero efficace e organizzata, riduce tutti i costi. Un esempio è Amazon: hanno realizzato magazzini logistici loro, strutturati secondo la loro visione, hanno semirimorchi di proprietà e trazionisti che lavorano per loro. Il trasporto non viene considerato come un costo al chilometro, ma al collo. Hanno un’idea industriale dell’intero ciclo, con un approccio imprenditoriale che dovrebbe sempre più diffondersi anche tra i trasportatori. Dobbiamo imparare a guardare lontano”.