La storia di Vanni Autotrasporti: alta qualità nel trasporto rifiuti, con il supporto dei piani mobili Kraker
Vi presentiamo la storia dell’azienda di Viareggio, leader per qualità e professionalità nel trasporto di rifiuti. Nell’ampia flotta di veicoli, i piani mobili Kraker stanno diventando sempre più il riferimento, contribuendo al costante sviluppo dell’attività, come ci racconta Emanuele Vanni che, insieme al cugino Luca, rappresenta la terza generazione nell’impresa di famiglia.
Quella tra Vanni Autotrasporti e i piani mobili Kraker è la storia di un’affinità elettiva, un’alchimia generata dagli ingredienti comuni di ricerca della qualità e passione per il proprio lavoro. L’azienda di Viareggio, punto di riferimento nel settore del trasporto rifiuti, ha scelto negli anni di distinguersi sul mercato per la serietà e la professionalità del servizio. L’incontro con i semirimorchi piano mobile del marchio olandese è stato una convergenza naturale.
Attualmente sono sette i veicoli Kraker in flotta, il primo acquistato nel 2021. Da oltre un lustro, quindi, i piani mobili di Axel insieme a Multitrax, importatore esclusivo per l’Italia, affiancano Vanni Autotrasporti in un percorso di crescita stabile e continuo, ispirato ai valori di efficienza e affidabilità operativa.
Di tutto questo abbiamo parlato con Emanuele Vanni che, insieme al cugino Luca, rappresenta la terza generazione dell’azienda nata nel 1954 da Poldino Vanni e dai fratelli Renato e Franco. Classe 1998, i cugini Vanni sono i custodi di un’operosità tramandata negli anni ed oggi di vedetta sul futuro.

Vanni Autotrasporti affonda le radici nella Garfagnana del secondo dopoguerra, la valle del bello e del buono cantata da Pascoli. Con un camion a testa, i tre fratelli Vanni trasportano i materiali per la ricostruzione di un’Italia che cerca di risorgere dalla distruzione del conflitto. Ben presto l’attività si concentra sul trasporto di marmo per conto delle cave estrattive della Versilia e di Carrara: dal grezzo al semilavorato, consegnati in tutta Europa.
Lo sviluppo economico degli Anni Settanta, assecondato dalla diversificazione del traffico su gomma, spingono i fratelli Vanni ad ampliare i servizi, prendendo in gestione cave di sabbia nel bacino del lago di Massaciuccoli e conducendo importanti attività di estrazione, raffinazione, vendita e trasporto per grandi indotti industriali nazionali.
“Poi accadde che negli Anni Ottanta l’istituzione del parco di Migliarino, San Rossore, Massaciuccoli limitò l’attività estrattiva” spiega Emanuele. “Di contro, crebbe l’esigenza delle comunità locali di trasportare i rifiuti. Interpretando questa necessità, l’azienda iniziò ad acquistare le prime vasche ribaltabili e i primi semirimorchi con piano mobile. Nel 1982, quando divenne operativa la seconda generazione con i figli Alessandro, Francesca e Andrea, la Vanni Autotrasporti entrò nel settore ecologico”.


Quali sono i servizi della Vanni Autotrasporti oggi?
“Dagli anni Ottanta, l’azienda si è sviluppata e specializzata. Oggi è in grado di gestire trasporto e intermediazione di rifiuti di qualsiasi genere, purché non liquidi, esplosivi o radioattivi. Gestiamo sia il semplice trasporto di rifiuti che l’attività combinata di trasporto e commercializzazione dei medesimi per conto di committenti privati, quindi realtà industriali, ma anche pubbliche amministrazioni. Vantiamo un organico di 60 persone, di cui 50 autisti, e una flotta di 120 veicoli composta da 45 trattori stradali, 60 rimorchi e 15 veicoli commerciali”.
Quando è entrato in azienda e cosa l’ha spinta a proseguire nell’attività di famiglia?
“Sono entrato in azienda nel 2018, insieme a mio cugino Luca. Inizialmente ho affiancato questa attività agli studi di Economia, prima a Pisa e poi a Piacenza. Dal 2023 sono in pianta stabile nella Vanni Autotrasporti. A fronte di altre opportunità, sia io che Luca abbiamo scelto l’azienda di famiglia per passione, perseverando fiduciosi nella bontà dei nostri valori. Da più di 70 anni abbiamo nella professionalità il nostro punto cardine e ci impegniamo per differenziarci sul mercato offrendo la massima qualità”.
In un settore altamente competitivo, cosa vi rende unici?
“I valori che cerchiamo di trasmettere: professionalità, qualità ed efficienza. Non siamo generalisti, non combattiamo con le armi del prezzo e della competitività. Siamo spesso più costosi dei competitor, ma abbiamo strutture che ci permettono di perseguire i nostri obiettivi di qualità”.

Il punto di forza dei piani mobili Kraker è la solidità costruttiva: sono semirimorchi configurati esattamente per rendere efficiente il lavoro

Il focus sulla qualità del servizio vi sta dando risultati in linea con le vostre aspettative?
“Il percorso di differenziazione qualitativa rispetto alla concorrenza alla fine paga. L’azienda cresce con attenzione e focalizzazione sugli obiettivi. In un mercato fortemente regolamentato come quello dei rifiuti, abbassare le tariffe per guadagnare quote è dannoso per tutti: noi cerchiamo di crescere senza abbassare gli standard qualitativi. Al momento abbiamo un fatturato di poco inferiore a 10 milioni e un tasso di crescita tra il 3% e 5% annuo”.

Parlando di trainato, come si compone la vostra flotta, in particolare quella dei piani mobili?
“Abbiamo 60 semirimorchi, di cui 15 vasche, 5 centinati e 40 piani mobili. In merito ai walking floor, abbiamo veicoli sia con tetto chiuso idraulicamente, sia aperti con telo di copertura, di modo da riuscire a garantire adeguatamente qualsiasi esigenza, sia su servizi a carattere locale e regionale che nazionale di linea. Siamo cresciuti negli Anni Ottanta e Novanta con i costruttori che hanno fatto la storia dell’Italia, poi negli anni è cambiata la composizione dei marchi in flotta e Kraker sta diventando un nostro riferimento”.
Perché vi siete avvicinati a Kraker e come vi trovate nell’operatività quotidiana?
“Il rapporto con Kraker è iniziato nel 2021 perché volevamo affiancare un nuovo Costruttore al marchio che avevamo in flotta. Abbiamo ritenuto che Kraker fosse adatto alle nostre esigenze e, a distanza di anni, posso dire che la scelta è stata indovinata. Il prodotto è perfetto per le nostre necessità, ha una struttura solida e affidabile, conforme alle aspettative e alle esigenze operative. E poi c’è naturalmente il rapporto con Multitrax e con la famiglia Maggi”.
Quali benefici avete trovato nel rapporto con Multitrax?
“Siamo molto contenti sia per i rapporti personali e commerciali con Andrea e Alberto Maggi, sia per tutti i servizi di assistenza e post-vendita che Multitrax garantisce. Sebbene si parli di semirimorchi importati dall’Olanda, percepiamo che dietro c’è un’organizzazione di persone e strutture che fa in modo che tu non stia semplicemente acquistando un veicolo ma un sistema di servizi. Per la gestione del nostro parco mezzi, crediamo che il valore di un asset si valuti non solo dalla qualità costruttiva, ma anche dalla capacità del fornitore di mantenerlo e dare assistenza nel tempo. Per questo apprezziamo molto l’organizzazione di Multitrax”.


In quali condizioni operative utilizzate i vostri piani mobili?
“Le condizioni di lavoro sono sempre molto gravose. Viaggiamo a carico completo, cercando di sfruttare le capacità volumetriche e/o di portata che il Codice Stradale consente. I nostri servizi iniziano e si concludono in ambienti estremamente difficili: impianti di trattamento rifiuti, termovalorizzatori e soprattutto discariche…”
In queste condizioni di uso, quali sono le caratteristiche di Kraker che avete apprezzato maggiormente?
“Il punto di forza di Kraker è proprio la solidità costruttiva: è un semirimorchio configurato esattamente per rendere efficiente il lavoro. La struttura imbullonata lo rende inoltre flessibile e permette di velocizzare le riparazioni, riducendo i costi di manutenzione. Anche la disponibilità di ricambi garantita da Multitrax è un aspetto importante”.
Da ultimo, come vedi il settore del trasporto rifiuti oggi e cosa ti aspetti nel futuro?
“Il mercato è sempre più complesso perché diventa ogni giorno più competitivo. Purtroppo, sopravviveranno sempre meno aziende. Noi confidiamo di continuare a differenziarci per qualità e professionalità, ma le condizioni economiche sono sempre più difficili. Il nostro settore è l’anello passivo della catena: subisce ogni giorno nuovi scenari geopolitici e nuovi provvedimenti legislativi che richiedono forte capacità di reazione e adattamento. Per il futuro, auspico un cambiamento di approccio da parte soprattutto della committenza: occorre trascendere dalle contingenze del mercato ed entrare nell’ottica di lavorare tutti insieme per un obiettivo comune. La logica deve essere quella della partnership: sposare progetti collaborativi che portino valore a tutti. Il problema attualmente è che anche da parte della committenza c’è un continuo deprezzamento del lavoro che si svolge e del personale che si impiega. Non riceviamo, per esempio, alcuna sollecitazione sul tema della sostenibilità ambientale. Abbiamo introdotto da quattro anni il report di sostenibilità e l’anno scorso il bilancio di sostenibilità, ma lo abbiamo fatto per lungimiranza, non per un input da parte dei committenti. Se si continueranno a seguire le dinamiche del mercato, si andrà incontro a un abbassamento degli standard di qualità e professionalità del settore: serve un cambio di mentalità”.

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